Imbottigliare il Prosecco è un rito che unisce precisione tecnica e dedizione artigianale. Sebbene oggi la produzione industriale prediliga il metodo Charmat (autoclave), il fascino del Prosecco “col fondo”, ovvero fatto rifermentare in bottiglia, sta tornando prepotentemente alla ribalta grazie alla riscoperta del metodo ancestrale. Si tratta di una tecnica che chiunque può apprendere, a patto di dotarsi degli strumenti corretti e di una location idonea per il riposo del vino.
Cosa serve procurarsi
Prima di iniziare, la pulizia è l’imperativo categorico; i lieviti devono poter lavorare in un ambiente incontaminato per evitare indesiderate deviazioni aromatiche. Ecco la lista degli strumenti necessari per un corretto imbottigliamento.
- Scovolino: per pulire a fondo l’interno delle bottiglie ed eliminare eventuali residui o polvere.
- Bottiglie in vetro da 75cl tipo borgognotta: è fondamentale che il vetro sia scuro e spesso, per proteggere il vino dai raggi UV, che possono “cuocere” gli aromi e modificare il gusto.
- Tappatrice strumento necessario per inserire meccanicamente i tappi con la forza necessaria a garantire una tenuta stagna e, quindi, la corretta chiusura della bottiglia. Ne esistono diversi modelli, adatti a vari tipi di tappo e in base al volume di imbottigliamento.
- Tappi a corona con bidulle, per garantire una tenuta stagna. Si tratta di tappi a corona specifici comprensivi di “bidulle”, un piccolo inserto in plastica posizionato sotto il tappo. La bidulle serve a garantire la tenuta stagna evitando la fuoriuscita di anidride carbonica, essenziale per rendere il vino frizzante.
Quando imbottigliare
Questa è una fase cruciale dell’imbottigliamento, perché da essa dipende la qualità del perlage e la stabilità del vino. Durante la fermentazione in bottiglia i lieviti consumano gli zuccheri residui producendo alcol e anidride carbonica, che, non potendo uscire, rimane intrappolata in bottiglia creando le tipiche bollicine.
Il periodo ideale per imbottigliare è la primavera, tradizionalmente individuato nel periodo che precede la Pasqua. A partire da questo periodo dell’anno le temperature diventano miti ed il vino ha tutto il tempo di fermentare ed essere pronto ad inizio luglio, ideale per essere sorseggiato fresco durante le calde sere d’estate.
Attenzione: temperature troppo basse “bloccano” l’azione dei lieviti mentre temperature troppo alte ne accelerano la fermentazione causando eccessiva pressione o, nei casi peggiori, attivare fermentazioni indesiderate, come ad esempio la malolattica in bottiglia.
Non è vero ma ci credo: scegliere quando imbottigliare a seconda della luna
In effetti non esiste nessun dato scientifico che confermi l’influenza delle fasi lunari sui processi chimici di fermentazione del vino in bottiglia ma i nostri avi hanno sempre imbottigliato con la luna al primo quarto (luna crescente). Secondo la tradizione contadina, infatti, la luna crescente favorirebbe lo sviluppo di una leggera sovrapressione, che garantisce maggiore vivacità e gusto al prodotto finale. Perché rinunciare a questa affascinante tradizione, che è rimasta immutata fino ai giorni nostri?
Ti piacerebbe assaporare il piacere della tradizione?
Imbottigliare personalmente il proprio vino è un rito che ti permette di portare in tavola un prodotto legato profondamente al territorio. Nella nostra cantina offriamo la possibilità di acquistare vino sfuso selezionato, già pronto per la rifermentazione in bottiglia, per chi desidera il vero “vin col fondo”.

